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Gli uomini passano, le idee restano; restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

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October 03

Le mie recensioni - Collateral

Collateral (USA – 2004) di Michel Mann

Interpreti: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo

 

 

collateral

 

 

TRAMA

Los Angeles. Max (Jamie Foxx), un autista di taxi, viene ingaggiato da un misterioso passeggero, Vincent (Tom Cruise) perché lo porti in giro tutta la notte, in cambio di un lauto compenso. A sua insaputa è stato ingaggiato da un killer, un professionista con il compito di uccidere, nell'arco di una sola notte, cinque testimoni collegati ad una inchiesta su un gruppo di narcotrafficanti. Max diventerà involontariamente complice del killer, che lo costringe ad accompagnarlo nel suo giro di omicidi, e con il quale dovrà collaborare quando la situazione diventerà critica. Nel frattempo il detective Fanning (Mark Ruffalo) comincia a muoversi lungo le tracce lasciate da Vincent.

 

 

COMMENTO

Teso, vibrante, girato in una Los Angeles ostile e deserta, i cui colori rarefatti vengono esaltati dall’uso della macchina digitale (scelta che lo straordinario regista Michel Mann aveva già operato per il precedente Alì) Collateral si presenta come un vero e proprio western metropolitano, come il duello, prima a parole, poi successivamente fisico, fra i due splendidi protagonisti: un folle e spietato Tom Cruise (invecchiato e imbruttito di proposito, che qui sciorina la sua migliore interpretazione di sempre) ed un sorprendente Jamie Foxx, tassista con mille sogni e poche speranze. Eppure il film non è solo una grandiosa opera d’azione (splendide la scena nella discoteca in cui Tom Cruise fa fuori una decina di scagnozzi del boss, oppure il finale nella metropolitana) ma è anche un film sulla solitudine cui ci costringe la società moderna (la storia dell’uomo che muore in metropolitana raccontata da Vincent è emblematica), sul caso e sulla fortuna che regolano le nostre vite (è per caso che Vincent sceglie il taxi di Max, è all’ultimo momento che l’avvocato interpretato da Jada Pinkett Smith decide di lasciare il suo numero a Max, salvandosi in pratica la vita, ed è sempre casualmente che Vincent e il poliziotto interpretato da Mark Ruffalo si incontrano verso metà film in ascensore) e che consacra, a mio parere, Michel Mann come uno tra i migliori registi viventi.

 

 

VOTO:8,5

September 30

Le Perle del Minier

 

L'altro giorno, in un momento di depressione, ho ripensato alle migliaia di detti e di aforismi pronunciati negli ultimi anni dal Minier, figura mitologica e oggetto di studio di un noto trattato filosofico scritto, in tenera età (mi pare si trattasse del terzo liceo) dal Dottor Benway. Ecco le "Perle" del Minier che al momento riesco a ricordare (ovviamente sono state tutte pronunciate in napoletano, per cui ho le ho accompagnate con un commento in italiano che ne chiarisse il significato oscuro):

 

 

A Milano girano e’sord, a Napoli girano e’strunz

(Milano è la capitale dell’Economia, Napoli è la patria dei nullafacenti)

 

Asciugliut 'a nev, s' ver'n 'e strunz!

(Al momento opportuno si vede una persona di che pasta è fatta, oppure, secondo l'interpretazione di Mario B : Al momento giusto i nodi vengono al pettine)      

 

Ma qual mantenuto?!!! i' aggià esser indipendent 'e muri e famm sul'io!!!

(Non voglio vivere sulle spalle di una donna, preferisco restare indipendente e soffrire da solo)

 

A fess nunn'è serratura... è ‘na chiave!      

(La vagina non è una porta da aprire, ma un mezzo per accedere a qualcosa di bellissimo).

September 26

I libri che ho letto - Il Cacciatore di aquiloni

 
IL CACCIATORE DI AQUILONI di KHALED HOSSEINI
 
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A volte i cosiddetti “casi letterari” si meritano questo appellativo solo perché qualche critico compiacente esalta, oltre i meriti effettivi, l’opera stessa: basta che un autore semi-sconosciuto scriva un buon libro (o, come nel caso de Il cacciatore di aquiloni, un ottimo libro) per suscitare un interesse esagerato intorno al libro stesso. E basta che il libro in questione narri di una commovente storia di redenzione collocata in un contesto storico noto e attuale (l’Afganistan) per far addirittura gridare al capolavoro. Ripeto, credo che Il cacciatore di aquiloni sia un ottimo libro, e l’autore Khaled Hosseini ha il merito di avere realizzato un’opera toccante ma mai melensa (come è anche l’ottima trasposizione cinematografica del libro diretta Marc Foster), e di aver creato dei personaggi veri, mai scontati (nessuno nella storia è senza peccato, tutti sono, chi più chi meno, colpevoli di qualcosa: “Baba” non ha mai confessato al figlio la verità sulla sua famiglia, Amir non ha difeso Hassan nel momento del bisogno, e così via). Eppure, nonostante tutto ciò che di buono vedo in questo libro, non mi sento di definire Il cacciatore di aquiloni un vero capolavoro:un ottimo libro, che sicuramente merita di essere letto, ma le cui critiche ho trovato eccessivamente positive ed entusiastiche.

September 25

Il Popolo della Tribuna Nisida - Napoli VS Palermo

Quando O’Salumiere (che l’Uomo delle Bollette apostrofa teneramente “Ciccio”) è arrivato allo stadio, quasi non si è accorto della mia presenza. Ero stato così felice prima di Napoli-Fiorentina, quando mi aveva degnato di un fugace saluto (con tanto di contatto fisico), per cui immaginate il mio stato d’animo mentre mi apprestavo a vedere Napoli-Palermo ieri sera, nell’apprendere che “Ciccio” O’Salumiere non si ricordasse di me… Nonostante ciò , la mia serata è stata allietata, oltre che dai gol di Hamsik e Zalayeta (il Panterone è tornato finalmente!), dalle battute handicappate dell’ Uomo delle Bollette: “Ma che stai ricenn? (rivolto a O Chiatt quando la partita era ancora sull’1-0) o’Napoli mica sta vincenn uno a zero! Stamm doje a zero! Il primo gol l’ha signato Amm, o seconn l’ha signato Sicc!” . Niente a che vedere con la lucida ed alleniana ironia del Vecchio Saggio, che quando gli ho chiesto “Comme a’verite sta partita?” , riferendomi ovviamente a che tipo di difficoltà il Napoli sarebbe andato incontro giocando col Palermo, mi ha risposto sghignazzando “Senza le lenti nun’ veg manco o’cazz”.

Per il resto, bisogna continuare a sottolineare l’odio crescente del Mite Alfredo per Denis (anche quando è un altro giocatore a perdere palla, magari a 3 chilometri da Denis, egli trova il modo di incolpare il Tanque argentino della mala riuscita dell’azione) e l’urlo finale dell’ Uomo all’Incontrario che, dopo 30 minuti di sofferenza in cui il Palermo aveva dominato mettendo sotto il Napoli dal punto di vista del gioco, al gol di Zalayeta, ha urlato un rabbioso e liberatorio :”Vafammocc a chi t’è muort!”.

 

PS: Piccola nota  a margine:la scorsa settimana ho colpevolmente omesso che due nuovi personaggi allietano le mie giornate da stadio: sono Mario B (le cui gesta vengono narrate con lucida follia dal mitico Dottor Benway sul suo blog http://whydontyoueatcarrots.splinder.com/?from=20 ) e il Fratello  di Mario B. Essi siedono leggermente distanti da me, per cui il contatto “visivo” è discontinuo; se però sono particolarmente abbattuto, mi basta girarmi per vedere Mario B che picchia a sangue suo fratello per far di nuovo riempire il mio cuore di gioia.

September 21

Le mie recensioni - Il cacciatore di aquiloni

 

Il cacciatore di Aquiloni (USA – 2007) di Marc Forster

Interpreti: Khalid Abdalla, Zekeria Ebrahimi, Ali Dinesh, Homayoun Ershadi, Atossa Leoni

 

 

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TRAMA

Kabul 1978. Amir è figlio di Baba, un uomo facoltoso di etnia Pashtun. Il suo migliore amico è Hassan, figlio del servitore di casa e appartenente alla inferiore etnia degli Hazara. Entrambi amano molto far volare gli aquiloni per i quali sono previste gare che coinvolgono molti ragazzi della città. Il vincitore è chi riesce a far restare il proprio aquilone in volo per ultimo dopo che tutti gli altri hanno avuto il filo tranciato. Amir, che ha ritrovato la stima di suo padre proprio in seguito alla vittoria (insieme ad Hassan) nella gara più importante di lì a poco assiste (senza avere il coraggio di intervenire) alla sodomizzazione di Hassan da parte di un terzetto di ragazzi ricchi e razzisti. Da quel momento si porterà dentro un senso di colpa che lo allontanerà dall'amico che vede come denuncia vivente della sua vigliaccheria. Finché un giorno, trasferitosi negli Stati Uniti e divenuto scrittore di successo, gli giungerà una telefonata.

 

COMMENTO

Da come se ne era parlato (“un film commovente, che ti fa piangere dall’inizio alla fine” oppure “una delle opere più toccanti degli ultimi anni”) mi ero preparato al classico film strappalacrime  e melenso. E invece ciò che più ho apprezzato nella trasposizione cinematografica del libro di Khaled Hosseini (attualmente in lettura, al più presto vi farò sapere cosa ne penso anche dell’opera letteraria) è stata la pacatezza della messa in scena, lo stile sobrio e allo stesso tempo elegante e ricercato della regia di Marc Forster. Peccato che gli interpreti non siano tutti all’altezza ( a partire dal protagonista Khalid Abdalia) e che la sceneggiatura (le cui differenze col libro sono praticamente nulle) a volte risulti un pochino confusa (un esempio: quando Amir dice alla moglie che sta partendo per il Pakistan, lei afferma “Sohrab è un bel nome”,  poi subito si stacca sulla scena di Amir in Pakistan). In conclusione, tutto sommato Il cacciatore di Aquiloni è un buon film, anche se la critica internazionale ha la colpa di averlo eccessivamente esaltato, e ciò ha finito, a  mio parere, col nuocere al film stesso.

 

VOTO: 6,5

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